Il raccordo con la preistoria è tutto al femminile: le splendide e feconde Veneri di Parabita,
le grandi madri dai pronunciati attributi materni, scolpite in osso, risalenti a 15.000 anni fa e attualmente conservate in
calco presso il Museo Civico di Paleontologia e Paletnologia di Maglie, insieme con molti
resti fossili rappresentativi della fauna preistorica del Salento.
Dichiaratamente propiziatorio è il primo totem salentino, la «Venere» scoperta trent'anni
fa a Parabita, maestosa essenza della femminilità e della fertilità al pari
della più famosa Venere austriaca di Willendorf.
Scoperte circa 40 anni dal Prof. Giuseppe Piscopo e dal Prof. Antonio Greco nei pressi di
una grotta in contrada monaci , fuori Parabita, sono alte circa 10 cm, scolpite in osso di cavallo.
Studiate c/o l'università di Pisa per molti anni, adesso sono state trasferite presso il museo di Taranto,
insieme ad altri reperti rinvenuti alle successive ricerche.
Uniche nel loro genere per bellezza e forma sono tra i 30 esemplari esistenti al mondo.