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Due torri unite da un ponte sormontato da due cipressi e un angelo con la spada.
Denso di significato gli studiosi né danno il seguente simbolismo: le due torri identificano una
città nata due volte (da qui anche un riferimento all'antica Bavota) una rappresenta la madre e
l'altra la figlia unite da un ponte (come un cordone ombelicale) sormontato da due cipressi,
simbolo di vita e longevità. Protetta e sorvegliata da un angelo con la spada, altro simbolo
di forza e resistenza.
"Ma il rinvenimento, nei primi del 900, nella zona archeologica di
Bavota, di una moneta d'argento ripropose agli studiosi, e in particolare all'Avv. Armando Parisi,
il problema dello stemma civico di Parabita per il fatto che la moneta in questione, battuta verosimilmente
nella zecca di Bavota, e comunque per Bavota, nell'88 a.c., reca nel dritto, l'attuale stemma di Parabita
con l'unica variante di un uccello al posto dell'angelo. La scoperta lascia supporre che i parabitani che
ristrutturarono l'antico casale vollero, a simbolo della patria rinata, il marchio della loro antica moneta,
mutando per motivi religiosi, l'uccello con l'angelo. Così nacquè il piu antico esemplare
dello stemma civico di Parabita, scolpito su una lastra di pietra leccese al centro dell'arco principale
della chiesa di S.Giovanni Battista, sulla scorta del quale fu inciso dal prof. Enrico Giannelli il modello
riconosciuto dalla consulta araldica in data 10-gennaio-1929."
Tratto da "Parabita" di Aldo De Bernart
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