Stemma









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titoto di testa
Castello Angioino Nei prosperosi tempi della Magna Grecia, Parabita (Bavota) formava parte della Repubblica di Taranto, ed era dunque viva e fiorente quando il territorio fù coinvolto nelle guerre provocate da Annibale. I Romani conquistarono il territorio e lo dominarono fino al 476 e Parabita seguì le sorti degli eventi, rimanendo sempre una città forte, cinta di mura e dominata da un 'ampio castello, e chiusa da tre porte difese da torri e bastioni. Ma nei secoli IX e X con le incursioni dei saraceni, sanguinose e feroci, Bavota cadde con le altre città vicine. Risorta dalle sue ceneri, subii la dominazione Normanna e successivamente quella Angioina. Nel 1400 era parte del feudo dei SANSEVERINO, ai quali fu tolta per reato di fellonia e donata da Re Ladislao ad Ottino De Caris.
Stemma dei CastriotaIl principe Giovanni Antonio Orsini DEL BALZO dopo varie lotte riprese possesso del territorio di Parabita e diede la città in dote alla figlia Maria, sposa di Anghilberto Del Balzo Orsini, duca di Nardò e conte di Ugento. Propietari del ducato furono a loro volta i discendenti della famiglia Del Balzo, prima Raimondo e poi Francesco.
Con la sconfitta dei Del Balzo il feudo passa alla Regia Corte che lo assegna a Gaspare De Leo, creditore per eredità , stemma feudale degli ELIA con il vincolo di 300 ducati in favore della città di Gallipoli. Morto il De Leo senza eredi leggittimi, nell'anno 1536, la baronia di Parabita venne acquistata da PIRRO CASTRIOTA, con il quale ebbe un felice rapporto e ne dette lustro e splendore, e in ultimo agli inizi del 1700, venne messa in vendita e fu acquistata da Domenico FERRARI per la somma di 98.675 ducati.
Durante questi periodi sono da annoverare alcuni passaggi:
nel 1484 si arrese ai veneziani che avevano conquistato Gallipoli; nel 1528 per assecondare il duca di Ugento parteggio per i francesi contro gli spagnoli dell'imperatore Carlo V , ed i francesi stessi si trincerarono nella zona, scorazzando nei territori circostanti in razzie e distruzioni. Ma un giorno il conte Don Pirro Castriota li attaccò e li batte togliendogli armi e viveri dei quali fece dono alla città di Gallipoli e successivamente ne dette in concessione Parabita e le sue terre.
Parabita successivamente fu rivalsa a Gallipoli dal Cardinale Pompeo Colonna.
stemma dei Ferrari Nel 1737 Giuseppe Ferrari, Duca di Parabita, ebbe donato Il corpo di San Vincenzo Martire ed un'ampolla del suo sangue. Lucia la Greca, ultima duchessa di Parabita, passò il feudo alla figlia Mariantonia nel 1852.
Mariantonia, non avendo figli e non potendo occuparsi dei beni di Parabita, nominò amministratore del feudo il notaio Raffaele Elia, il quale si preoccupò di tenerlo unito con rette per nulla indifferenti al governo, impedendone l'esproprio. Con l'annessione del "Regno delle Due Sicilie" al Regno d'Italia nel 1861, seguì le sorti della storia recente.
Cultura è Societa nella Parabita del cinquecento
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