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Parabitani illustri

Antonio Lenio (1499- ?)
Antonio Lenio nacque a Parabita ma visse la sua vita nella corte di Ugento, sotto la protezione del conte Francesco Orsini del Balzo. Ricordato e celebrato per il suo poema ORONTE GIGANTE, un opera cavalleresca divisa in tre libri con 34 canti in ottave, in cui si narra la guerra fatta da Dario, Re di Persia, a Teodoro, Re degli Sciti, per riprendersi la promessa sposa Berenice, figlia del re di Troia. Antonio Lenio fu costretto all'esilio dopo che il Conte Orsini fu sconfitto dagli spagnoli e si rifugio a Ragusa , in Dalmazia , poi si trasferì a Roma e infine si ritirò a Venezia. Da li in poi si persero le sue tracce.

Fra Dionisio Volpone
(?-1610)

Nato a Parabita nel XVI secolo, fu Monaco Teatino ed insigne Architetto, implementò in quel periodo utili suggerimenti verso Pirro Castriota per il rifacimento del centro cittadino di Parabita, fu inoltre progettista e Direttore dei lavori del Duomo di Bitonto.

Vincenzo Maria Ferreri
(1729-1820)

Sacerdote, studiò a Napoli , si laureò in diritto civile e canonico e compose liriche in latino. Arciprete di Parabita per oltre 50 anni fù esaminatore sinodale di San Alfonso M. de Liguori.

Francesco Marzano
(1858- ? )

Giurista ed economista autore del primo trattato Italiano di scienza delle finanze. Nel 1886 pubblicò un Compendio di scienza delle finanze. Marzano fu segretario della Camera di commercio di Lecce e fondò e diresse il Monitore, Il Rolandino, La Gazzetta del notariato e Leggi Finanziarie. Sempre di materia fiscale ed economia produsse numerosi libri e saggi.

Napoleone Pagliarulo
(XIX-XX sec)

Architetto,studiò a Firenze,esercitò l'attività in molte città italiane. Realizzò a Parabita nel 1919 il Santuario della Madonna della Coltura.

Giuseppe Ricci
( XVIII sec.)

Padre Gesuita , dotto nelle scienze teologiche e filosofiche, insegnò per molti anni nelle scuole del suo Ordine.
Giuseppe Bellisario
(?-1824)

Medico agronomo e filosofo.
Alfredo De Gregorio
(1881-1979), Economista
Giuseppe Serino
(1821-1900)

Poeta e scrittore ,avviato agli studi religiosi studia lingue e filosofia. Abbandona successivamente gli ordini e svolge l'attività di maestro di scuola. Compone diverse opere tra le quali Accademia per la Vergine della Coltura. Su richiesta di Giuseppe Castiglione di Gallipoli nel 1855 scrive Memorie sulla terra di Parabità e sue Antichità, documento di straordinaria importanza sia da un punto di vista storico che da quello sociologico.